














L’esplorazione dei luoghi e delle storie, nei dintorni di Firenze, che hanno ispirato il romanzo “Elisboth” è stata l’oggetto della presentazione “Le antiche strade di Elisboth” che si è svolta il 25 marzo 2025 presso la Residenza Artistica Itaca, in Via San Domenico 22, Firenze. L’evento è stato arricchito dai contributi di Paolo Ciampi, fondatore di “Itaca”, di Gianni Marucelli, presidente di Pro Natura Firenze e di Enrico Guerrini che, con i suoi inimitabili disegni, ha dato vita a luoghi e personaggi.








di Gabriele Antonacci – da “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” n° 3, Anno VIII, Marzo 2021

| Lago di Peretola, Fenicotteri rosa, Phoenicopterus roseus (2020) |
I DATI CONTENUTI NELL’ARTICOLO SONO RIFERITI AL 2021
Firenze ha vissuto fin dalle sue origini un profondo rapporto con la sua pianura, area oggi gravemente danneggiata e aggredita. La piana nasconde straordinari tesori naturali e storici, alcuni dei quali sono oggetto dell’articolo. L’area è stata oggetto di vari piani e progetti di tutela ambientale non del tutto realizzati che richiedono per il loro completamento una mobilitazione civile. È possibile individuare un grande progetto di valorizzazione con benefici in termini economici, di salute pubblica e ambientali che può portare l’Area Metropolitana Fiorentina ad essere una Green Town esemplare.
Il bacino costituito da Arno, Greve e Vingone sulla riva sinistra, Mensola, Mugnone, Bisenzio e Ombrone sulla destra, con tutti i loro affluenti, forma un sistema ambientale, storico e paesaggistico unico, ricco di riserve naturali, zone umide e paesaggi fluviali. L’ecosistema è caratterizzato da ben 156 specie di avifauna nidificante e/o svernante insieme a numerose specie di piante, pesci, invertebrati, anfibi, rettili, mammiferi; gli uccelli migratori, come ad esempio i fenicotteri rosa nel Lago di Peretola, qui trovano punti importanti di sosta. L’ambiente è stato modellato dall’uomo nei secoli, con un disegno che risale al periodo etrusco e romano: quando Giulio Cesare stabilì la colonia di Florentia nel 59 a.C. il territorio a ovest della città di 150 kmq venne suddiviso in 300 centurie di 700 m di lato, ciascuna delle quali frazionata in quattro parti uguali. Tutta la pianura era attraversata da strade e fossi, che disegnavano i perimetri delle centurie e costituivano un esemplare sistema di bonifica e di logistica agraria. Molti dei centri urbani attuali disseminati nella campagna hanno origine dalle fattorie degli agricoltori romani.
Cercherò di presentare una sintesi di alcuni aspetti della Piana Fiorentina, senza pretendere di essere esaustivo, considerando un’analisi delle tre aree principali.
1) il “Parco Agricolo della Piana”, con una superficie di circa 7000 ettari;
2) la ZCS (Zona Speciale di Conservazione) “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese”, con una superficie complessiva di 1902 ettari, in gran parte all’interno del Parco Agricolo della Piana.
3) Il “Parco Agricolo Perifluviale in riva sinistra d’Arno” nei comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa.

Zona speciale di conservazione IT5140011 “Stagni della Piana Fiorentina e Pratese”: estratto planimetria da sito Ministero dell’Ambiente, con apposizione denominazione di alcune località.
1) IL PARCO AGRICOLO DELLA PIANA è ben definito dalla “Deliberazione 16 luglio 2014, n. 61 del Consiglio Regionale della Toscana” (1).
La delibera considera caratteristiche e obiettivi del piano, tra cui evidenzio:
Numerose idee e progetti sono definiti dalla delibera, riguardanti aree comprese tra i comuni di Firenze, Prato, Campi Bisenzio, Signa, Calenzano, Sesto Fiorentino, Poggio a Caiano e Montemurlo. Come esempio vorrei evidenziare cosa è stato previsto per la piantumazione di nuovi alberi e a che punto siamo.
Il progetto del 2014 ipotizzava una superficie da imboschimento pari a 150 ettari, con 1100 alberi per ettaro, per un totale quindi di 165.000 piante. Tale intervento, oltre tutti i vantaggi naturalistici e paesaggistici introdotti, avrebbe comportato un immagazzinamento di 3615 t/anno di emissioni di CO2 dopo 20 anni dall’inizio dell’intervento. Alla fine del 2015 il parametro è stato portato a 1660 piante per ettaro, per un totale di circa 250.000 piante (2) con conseguente aumento di capacità di assorbimento di CO2, vitale intervento in una zona interessata da aeroporto e autostrada.
Ho chiesto alla Regione Toscana alcuni dati e informazioni relativamente allo sviluppo del progetto, che sono stati forniti con precisione e tempestività. E’ stato constatato che solo il 60% delle particelle catastali messe a disposizione dei comuni poteva essere utilizzato: il resto era già impegnato in infrastrutture o non era adatto all’operazione. Gli 88 ettari rimasti (dei 150 identificati inizialmente) comprendevano 43 ettari di “parco pubblico”: zone diffuse nel territorio, già condizionate da arredi urbani e piste ciclabili, dove era possibile solo infittire l’alberato esistente.
A queste superfici sono stati aggiunti altri 19 ettari in casse di espansione, che per la loro stessa finalità possono contenere solo un numero limitato di piante. Alla fine del 2021 sono previste a dimora circa 11.300 piante, contro le 250.000 previste alla fine del 2015 (vedi anche la tabella con riepilogo dei dati).

La Regione Toscana ha anche attivato un bando – di ben 7 milioni di euro – per finanziare imboschimenti nelle aree agricole e non agricole delle aree periurbane: ma non risultano risposte significative, per attese di valorizzazione economica dei terreni assolutamente separate da obiettivi ambientali.
La Piana non è solo natura, ma come in tutto il territorio nazionale beni ambientali e culturali sono indissolubilmente legati. Inizio con i primi due tesori. A nord del Parco nella zona di Gonfienti si trovano i resti di una grande città etrusca, di estensione pari a circa 17 ettari. Gli scavi fatti fino ad oggi hanno portato alla luce straordinari ritrovamenti: una Domus di grandi dimensioni (1460 mq!), ceramiche attiche, buccheri di pregevole fattura.
In posizione baricentrica al Parco Agricolo si colloca la Rocca Strozzi di Campi Bisenzio, costruita nel 1363 dagli Strozzi sulla riva destra del fiume Bisenzio per proteggere il centro abitato. Ristrutturata, può avere ottime funzioni di museo e di punto di riferimento; attualmente è stata dedicata a esposizione dei ritrovamenti di Gonfienti, anche se, a gennaio 2021 quando ho fatto il sopralluogo, mancava di indicazioni.

La rocca Strozzi a Campi Bisenzio (2021)
2) LA ZCS IT5140011 “STAGNI DELLA PIANA FIORENTINA E PRATESE”, ha una superficie complessiva di 1902 ettari, in gran parte all’interno del Parco Agricolo della Piana. Comprende alcuni siti separati sul territorio ma di grande rilievo di cui fornisco qualche minimo cenno.

Oasi WWF Laghi Focognano, Cavalieri d’Italia Himantopus himantopus, sullo sfondo Beccaccini Gallinago gallinago (2011)
Impatto della nuova pista dell’Aeroporto. La Relazione di Incidenza (3) descrive con precisione l’impatto della nuova pista dell’aeroporto sulla ZCS IT5140011. In estrema sintesi si prevede l’interramento del ‘Lago di Peretola’, dell’Oasi WWF Val di Rose e di zone palustri ricadenti all’interno della parte meridionale dell’ANPIL Podere la Querciola. Per compensare l’eliminazione di tali aree è prevista la realizzazione di ulteriori zone protette
– nuova zona umida ‘Il Piano’ (Comune di Signa) di 38,5 ettari;
– nuova zona ‘S. Croce’ (Comune di Sesto Fiorentino) di 18 ettari;
– nuova zona ‘Prataccio’ (Comune di Campi Bisenzio) di 19,2 ettari.
3) Il Parco Agricolo Perifluviale in riva sinistra d’Arno è un’ipotesi formulata da alcuni anni, nel cui ambito ricadono alcune realtà tra i comuni di Firenze, Scandicci e Lastra a Signa di notevole importanza naturale e storica.

La foce della Greve in Arno
UN TERRITORIO DA RICUCIRE, IL GRANDE CORRIDOIO VERDE: DALL’ACCIAIOLO A GONFIENTI, LA GREEN TOWN.
La piana è una grande occasione per la città metropolitana di Firenze, in quanto le sue risorse naturali e storiche possono diventare un importante elemento riunificante di un’area altrimenti condannata da uno sviluppo urbanistico, industriale e infrastrutturale non sempre ordinato.
Questo potrà avvenire a patto che si venga a determinare una vasta convinzione civile e politica sulla unitarietà del Grande Parco della Piana Fiorentina, troppo spesso vissuto e gestito in modo locale e frammentario, e si pianifichino e realizzino interventi, quali i seguenti.
Quanto riassunto sono solo alcune cose che si possono fare: la delibera del 2014 della Regione Toscana è ricchissima di possibili realizzazioni, ciascuna delle quali meriterebbe un approfondimento. Cito solo una frase: “l’area presenta potenzialità fra le più rilevanti dell’intera regione per la captazione della radiazione solare secondo criteri di sostenibilità ambientali”. Tutto questo è fattibile, e creerebbe, oltre che riduzione di CO2, lavoro, cultura, bellezza e paesaggio nonché condizioni per un corretto sviluppo infrastrutturale altrimenti non sostenibile. In altre parole un investimento positivo in termini economici, di salute pubblica e ambientale, un motore che può portare l’Area Metropolitana Fiorentina ad essere una vera Green Town. La realizzazione del Grande Parco della Piana Fiorentina deve diventare una priorità politica per gli Amministratori della Toscana, da realizzare presto prima che si verifichino ulteriori irrimediabili danni.
Da cittadino e da convinto sostenitore dell’ambiente, non per motivi ideologici ma perché l’obiettivo ambientale è inderogabile per la sostenibilità del futuro nostro e dei nostri figli, rivolgo il mio appello a tutti gli Amministratori dell’Area Fiorentina perché questo diventi tema centrale e immediato dell’Azione Politica, perché, come tutti sappiamo e fermo restando tutto quanto necessario per superare l’emergenza COVID, la crisi ambientale per le sue future conseguenze è superiore e più grave della pandemia.
Firenze, 20 febbraio 2021 Articolo e foto di Gabriele Antonacci
gabriele.antonacci@gmail.com
Note bibliografiche & internet
Il tema dell’ambiente è stato al centro di un incontro delle riviste di cultura tenuto il 22.02.2024 a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo. Lo puoi rivedere all’indirizzo:
Invito tutti ad ascoltarlo (poco più di un’ora), per la sua completezza e approfondimento. Numerose sono state le tematiche affrontate dagli intensi interventi: al centro la necessità di fare un salto da gigante culturale, economico e sociale per realizzare un nuovo modello di sviluppo e l’importanza di una nuova volontà politica. L’incontro, promosso e introdotto da Valdo Spini, Presidente del Coordinamento Riviste Italiane di Cultura e direttore dei Quaderni del Circolo Rosselli, ha visto riuniti al tavolo, coordinato da Giada Fazzolari, Costanza Pera dei Quaderni Rosselli, Alberto Aghemo direttore della rivista “Tempo Presente”, Gianni Marucelli direttore della rivista “L’Italia, L’Uomo, L’Ambiente”, Severino Saccardi direttore della rivista “Testimonianze”, Simona Maggiorelli direttore della rivista “Left” e Fabrizio Battistelli direttore della rivista “Iriad Renew”. L’incontro ha avuto anche il contributo di Nicola Antonietti, presidente dell’Istituto Luigi Sturzo.


Articolo pubblicato su “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”, maggio 2023

Il rapporto emesso il 21 aprile 2023 dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) ha eseguito una verifica del PNRR e della Legge di Bilancio rispetto ai criteri di sostenibilità definiti dall’Agenda 2030. Il documento, pur esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo sul PNRR, fornisce numerosi segnali di allarme in merito alla gestione delle risorse idriche, alla transizione energetica, alla prevenzione dei rischi ambientali indotti dai cambiamenti climatici, agli stock ittici e alla rispondenza alla nuova Strategia Europea per la Biodiversità. ASviS formula anche numerose proposte per riorientare politiche e progetti del PNRR verso la sostenibilità… . Il livello di importanza delle osservazioni di ASviS ai fini del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 richiede un immediato coinvolgimento di tutte le forze politiche italiane, di maggioranza e di opposizione, che hanno il dovere di inserire tali temi negli argomenti prioritari dell’agenda politica. Il presente articolo eseguirà un Focus mirato agli aspetti relativi ai “goal” dell’Agenda 2030 a prevalente dimensione ambientale.
articolo su “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”, gennaio 2023
L’articolo del gennaio 2023 pubblicato sulla rivista “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente” propone una serie di osservazioni e proposte – formulate sulla base delle evidenze emerse nel dibattito pubblico del secondo semestre 2022 – che possono essere ancora valide nel dibattito in corso nel 2024. Nell’articolo si sostiene che il rinnovo dell’aeroporto del capoluogo toscano impone un complesso equilibrio tra le esigenze del progetto e l’inderogabile conservazione dell’ambiente della piana fiorentina, sito di varie ZCS (Zone Speciali di Conservazione ai sensi della direttiva Habitat). L’eventuale realizzazione dell’impianto dovrà comportare una decisa azione di tutela nei confronti della piana fiorentina (creazione parco della piana, realizzazione nuove aree naturalistiche, abolizione della caccia in tutta l’area) e un forte passo in avanti nella tutela e valorizzazione delle foreste toscane, indiscutibile risorsa per l’abbattimento dei valori di CO2 nell’atmosfera. In ogni caso le più recenti previsioni di traffico, un’attenta valutazione dei costi delle mitigazioni e la considerazione delle possibilità fornite da eVTOL (aerotaxi elettrici) e dal sistema ferroviario suggeriscono l’adozione di soluzioni differenti per il sistema aeroportuale toscano.

Confronto impatto ambientale treno – auto – aereo sulla tratta Firenze – Parigi. Fonte https://ecopassenger.hafas.de/
Articolo pubblicato su L’Italia l’Uomo L’Ambiente n° 6, anno X, Giugno 2023, prima del disastroso evento alluvionale in Toscana del novembre 2023.

L’alluvione in Emilia-Romagna del maggio 2023 ha evidenziato ancora una volta la fragilità del territorio nazionale, sottoposto a eventi atmosferici la cui gravità appare in continuo aumento. È spontaneo chiedersi come siamo organizzati nei territori per prevenire e/o affrontare tali disastri…








articolo su “L’Italia, l’Uomo, l’Ambiente”, gennaio 2024

Il Rapporto ASviS ottobre 2023 “L’Italia e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile” esprime consistenti preoccupazioni sulla situazione italiana.
“…il Rapporto mostra chiaramente come in questi otto anni l’Italia non abbia scelto in modo convinto e deciso l’Agenda 2030 come mappa per realizzare uno sviluppo pienamente sostenibile sul piano ambientale, sociale, economico e istituzionale. Ciò non vuol dire che non si siano fatti passi avanti in vari campi, ma, al di là di scelte errate, quello che è mancato è stato un impegno esplicito, corale e coerente da parte di tutta la società, di tutto il mondo delle imprese e di tutte le forze politiche che si sono alternate alla guida del Governo per trasformare il nostro Paese all’insegna della sostenibilità. Il risultato di tale non-scelta è quello sopra descritto ed è sotto gli occhi di tutti”